Gli
Italiani lo fanno strano
- da Panorama 11 Marzo 2010
È un paese a due facce: da un lato quasi metà delle coppie non fa l’amore e
molti giovani soffrono di disturbi sessuali; dall’altro milioni di persone
si dedicano a pratiche virtuali o alla trasgressione. Fra scambi di coppie,
transessuali ed eros estremo.
Un giorno scoppia lo scandalo Marrazzo e ci accorgiamo che anche i più
integerrimi padri di famiglia vanno a letto con i transessuali. Un altro
giorno viene fuori il complotto D’Addario contro Silvio Berlusconi e ci
svegliamo con le escort intrufolate nei palazzi del potere. Un altro giorno
ancora si scatena il putiferio sulla Protezione civile e gli appalti del G8
e scopriamo prostitute offerte da imprenditori a funzionari dello Stato.
Dirigenti pubblici che scappano dagli uffici per fare orge con mogli di
colleghi rimasti al lavoro. Scopriamo un irreprensibile gentiluomo di Sua
santità, Angelo Balducci, presidente (poi dimesso) del Consiglio superiore
dei lavori pubblici, coinvolto in un presunto giro di prostituzione maschile
(vedere l’intervista a pagina 64).
Ecco l’Italia del sesso clandestino. Un paese con una doppia vita, che lo fa
strano, ma di nascosto. Che si perde nelle trasgressioni e nel sesso
estremo. Perché mentre Piero Marrazzo e Angelo Balducci vengono sbattuti in
prima pagina per la loro notorietà, milioni di uomini e donne coltivano in
silenzio vizi e perversioni.
Noi italiani sembriamo vivere un erotismo triste, consumistico, da
supermercato. Il sesso ridotto a masturbazione assistita, a metà strada fra
tecnica e prestazione ospedaliera. In molti sono a letto con il proprio
partner e intanto pensano a un rapporto a tre. L’uomo sogna geishe devote e
pienamente soddisfatte. La donna immagina di essere sul set di un film
porno, o al centro dell’attenzione di più uomini, che arrivano perfino ad
aggredirla.
È un’Italia a due facce. L’ultimo rapporto stilato da sessuologi, ginecologi
e andrologi riuniti nella Federazione europea di sessuologia fornisce
un’altra immagine. Quasi la metà delle coppie non fa l’amore. Il problema
principale è l’uomo, anoressico sotto le lenzuola. La donna è insoddisfatta.
Si dispera, poi corre a confessarsi dal ginecologo. Infine compra pastiglie
di viagra per curare le frequenti «emicranie» del compagno.
I giovani stanno peggio. Quattro milioni, di età compresa tra 18 e 30 anni,
sono alle prese con l’eiaculazione precoce: sotto i tre minuti. Il 12 per
cento soffre di impotenza. I maschi con difficoltà di erezione non si
contano. Uno su tre vive disagi sessuali pesanti. Ogni anno 20 mila ragazzi
ricorrono allo specialista per un intervento di allungamento del pene. Il 40
per cento si aiuta con droghe di ogni tipo.
«Arrivederci Casanova»: il Times di Londra ha così titolato il requiem
all’orgoglio dei latin lover. Alla base della sentenza una ricerca della
Bradley University dell’Illinois, pubblicata dal New Scientist, che ha
piazzato gli italiani all’undicesimo posto nella classifica degli europei
che si abbandonano con più nonchalance alle gioie del sesso casuale. Dietro
inglesi, tedeschi, olandesi e cechi. Sberla e sberleffo: che ne è di quei
giovanotti in sella a una Vespa che in 30 secondi riuscivano a soffiare le
ragazze agli impacciati turisti britannici?
Che ne è? Bella domanda. La risposta non è neanche tanto difficile da
trovare. Basta accendere il computer, aprire internet, digitare su Google
alcune paroline magiche tipo escort, massaggi, incontri per adulti, trans,
scambi di coppia, marito cornuto, moglie offerta, ragazze in webcam e si
aprono centinaia di strade, sentieri, viuzze. Chi ha la tenacia di
imboccarli e seguirli trova la verità.
Trovi escort e transessuali che ormai hanno delle autentiche vetrine
virtuali su internet. Pagano l’affitto e usufruiscono dei servizi: scheda
con tariffario, foto, prestazioni particolari, commenti e recensioni da
parte dei clienti. Trovi donne impiegate o casalinghe che pubblicano
racconti erotici su internet. Mariti che offrono la moglie a patto che li si
lasci filmare. Ci si perde tra le migliaia di ragazze che si spogliano
davanti a una webcam.
Morenasex.net è un sito nato nel 2002 per mano di una bella donna ligure,
Morena, con l’intento di creare una piccola comunità fra coppie amiche. In
otto anni è diventata una grande città internettiana con oltre 95 mila
abitanti e 2 milioni di visitatori al mese. Quasi 50 mila inserzionisti
suddivisi nelle varie categorie: scambisti, single, coppie con lui «cuckold»,
il termine con il quale viene indicato l’uomo che gode nel sapere o nel
vedere la propria moglie a letto con un altro.
Chi ama questo genere di
trasgressioni si ritrova nei club privé.
In tutta Italia ce ne sono oltre 250. In certe sere al Fashion di Milano si
contano fino a 900 persone. Uomini e donne, che ballano, bevono per poi
appartarsi nei salottini e fare sesso con chi capita.
Al Krystal di Vicenza arrivano da tutto il Centro-Nord. Le Sabbie nere di
Catania è uno dei più ambiti in assoluto. Nessuna prostituzione, nessun
escamotage per accalappiare single alla ricerca di emozioni forti.
Con la bella stagione la trasgressione si sposta nei luoghi all’aperto.
Parcheggi, aree di sosta in autostrada, spiagge: i siti offrono una mappa
dettagliata dei luoghi da Milano ad Agrigento, con indicazioni precise su
come riconoscersi e comportarsi. Se qualcuno ha dei dubbi sulla veridicità o
pensa che sia un fenomeno ristretto non ha che da provare.
È un mercato talmente in crescita che a Cantù, in Lombardia, è nata
un’agenzia viaggi che si occupa specificamente di turismo erotico in tutto
il mondo. Attenzione, la Canturina viaggi non ha nulla a che vedere con le
mete della perversione illegale che spesso coinvolge minorenni. Qui è tutto
alla luce del sole, il titolare Fabrizio in pochi anni ha messo insieme un
database di 7 mila persone e almeno 4 mila ogni anno le spedisce verso Cap
d’Age in Francia, oppure in Messico, Caraibi, Australia. I prezzi per una
settimana vanno da 3 a 12 mila euro. I clienti sono donne di 60 anni alla
ricerca di alberghi dove si organizzano orge, uomini che chiedono due camere
comunicanti in modo da poter spiare la propria moglie mentre fa sesso con un
altro, donne che sognano rapporti con più uomini di colore.
Sulla scia di questo fenomeno si fa sempre più forte la presenza di
transessuali e singoli bisex. Su Morenasex riscuotono molto successo annunci
come questo di Asterix: «Sono un singolo bsx, attivo con lei e con lui,
affascinato dalle donne che si eccitano a osservare il proprio compagno
sottomesso a un altro uomo. Conoscerei una coppia con i miei stessi gusti,
che voglia farmi partecipare ai propri giochi intimi. Ben accette proposte
fantasiose e originali. Non sono libero, quindi non cerco e non voglio
complicazioni sentimentali».
I trans poi sono la moda del momento. Il buio della notte protegge mariti
che sgattaiolano in androni lerci e fatiscenti per soddisfare vizi estremi.
Ombre, sagome che si muovono come malati alla ricerca di cure. Ma basta una
luce, un flash, un incidente domestico, la porta di un ascensore che si apre
all’improvviso, e la silhouette diventa uomo, padre di famiglia, impiegato,
politico, imprenditore.
Dopo le ordinanze dei sindaci che prevedono pesanti multe antilucciole, i
transessuali sono le uniche prostitute sopravvissute in strada. Molti
milanesi prendono la macchina e fanno qualche decina di chilometri fino a
Lugano. Qui i bordelli sono legali. Arrivi, scegli e vai in camera: 20
minuti in santa pace 100 euro. Al parcheggio otto macchine su dieci hanno
targa italiana.
Costano di più ma offrono prestazioni altamente qualificate le escort. Da
100 a 200, 300 fino anche a 1.000 euro per una notte, dipende dal servizio
richiesto. Un divertimento costoso. Ma per il sesso noi italiani non badiamo
a spese. Internet ha subito trovato il modo di far fruttare questa nostra
particolare inclinazione. Ci sono siti con oltre 1.000 ragazze disposte a
spogliarsi a tua richiesta davanti a una webcam: giovani, spesso
studentesse, figlie annoiate di buona famiglia.
Il punto è che queste finestre virtuali sono molto frequentate da
giovanissimi. Che spendono la paghetta in masturbazioni davanti al computer.
Dove l’idea di sesso che ricevono è quella atletica e prestazionale dei siti
come Youporn o Amaporn. Poi si infilano nelle discoteche pomeridiane e fanno
a gara a chi si fa più ragazze. I telefonini servono a immortalare la prova.
Le immagini a quel punto passano di cellulare in cellulare.
Che ci piaccia o no, la situazione è questa. Il sesso visto dal buco della
serratura è un mondo in grande espansione. Da una analisi Nielsen risultano
7,25 milioni di utenti con un’ora e 27 minuti di visione hard al giorno.
Nessuna indagine dirà mai quanta gente frequenta i centri massaggi. Per
capire di cosa si parla basta guardarsi in giro per le grandi città: nascono
come i funghi. Cinesi, thailandesi, orientali: l’orientale va forte. Ma
anche molti centri estetici italiani offrono servizi speciali. Non ci vuole
poi tanto a trovarli. Pagine degli annunci dei grandi quotidiani. Basta
telefonare e chiedere: che tipo di massaggi fate?
Nel mondo reale tutti facciamo finta di non sapere che fare sesso è la cosa
più semplice della Terra.
Perché prima i vizi rimanevano privati
IL PARERE DELLA SESSUOLOGA
Si è alzato il coperchio e ci si è accorti che nella pentola non c’era un
sano minestrone con le verdure dell’orto, ma una poltiglia gelatinosa,
maleodorante: a quanti italiani è venuto in mente questo, leggendo le
cronache hard di questi giorni? Siamo tutti perversi? Rosella Nappi,
sessuologa, ginecologa e ricercatrice all’Università di Pavia, ha da dire la
sua su quanto sta succedendo. «Sta solo uscendo allo scoperto ciò che c’è
sempre stato. Viviamo nell’era del tutto a disposizione e tutto in vista,
per internet, per i mass media, per i social network... Puoi avere tutte le
donne che vuoi. C’è più offerta, un uomo fa presto ad assuefarsi a tette e
fondoschiena femminili. Così finisce che gli viene la voglia di vedere com’è
quello di un trans o di un ragazzino».
Non si salva nessuno?
La sessualità ha un vissuto canonico, politically correct: vogliamo una
famiglia, dei figli... E poi ci sono le fantasie: è inutile citare la Grecia
od Oliver Twist: Charles Dickens raccontava di orfani, poveri, che subivano
vessazioni, sodomia compresa.
Era meglio quando era peggio, ai tempi delle case chiuse?
I bordelli autorizzavano una sessualità maschile che aveva le donne brave da
una parte, madri dei loro figli, e le prostitute dall’altra. Ora siamo più
ipocriti: ci sono solo brave donne, mentre si tradisce, si ha la tresca col
capoufficio, si fanno corna a destra e a manca.
Non è che gli uomini si stanno scoprendo tutti gay?
Non credo. Quando lo sono, lo dicono. Piuttosto, gli uomini di oggi fanno
fatica a confrontarsi con le donne, più complete, in equilibrio. E, per
loro, troppo forti.
SENZA VELI - Piacere,
sono il trans più richiesto d’Italia
Ha avuto oltre 3 mila clienti, di ogni età ed estrazione sociale. È bello,
colto, sincero. Così Efe Bal ha pensato di raccontare la sua vita
spericolata (e quella dei suoi uomini) in un libro. Che farà molto
discutere.
Il 16 marzo arriva in libreria Quello che i mariti non dicono. Confessioni
di una trans (Mondadori, 120 pagine, 17 euro), libro verità di Efe Bal, il
trans turco considerato il più desiderato d’Italia. Scritto con Stefania
Berbenni, giornalista di Panorama, il libro risponde alla domanda che, dopo
il caso Marrazzo, mogli, fidanzate (e non solo) d’Italia si sono poste:
perché? Risponde Efe raccontando di mariti apparentemente integerrimi,
ragazzi, coppie: una carrellata di storie vere scelte fra le molte vissute
in dieci anni di «professione» nel nostro Paese.
AVVOCATI O BARISTI, A LETTO, SONO UGUALI
Dopo dieci anni di lavoro, credo di avere capito due cose, e cioè che, prima
o poi, qualsiasi uomo vuole provare l’esperienza della trans, per curiosità,
per spezzare la noia della vita, per far girare adrenalina nelle vene
sclerotizzate dalla routine. Non dico tutti, ma quasi tutti gli uomini. Se
penso a chi è passato dal mio letto – avvocati, manager, operai, ragazzi,
commercialisti, creativi, baristi, imprenditori, ignoranti e laureati – alla
fine sono tutti uguali quando sono qui a casa mia, liberi di chiedere ciò
che vogliono perché pagano. Sono liberi di essere Mister Hyde, consentendo
al compunto Dottor Jekyll di continuare a fare il bravo marito, o il
compagno di vita. Il fatto di non avere differenze sostanziali fra le gambe
– se non di misure – ci rende automaticamente complici, i clienti sanno che
possono chiedere tutto, e che io capisco le loro pulsioni. È una cosa «fra
uomini». Il che è consolatorio, aiuta a sentirsi meno in colpa.
(...) Se fossi sposata, non mi fiderei. Non c’è cittadino al di sopra di
ogni sospetto, come diceva quel film.
IL SIGNORE MODERATO
«Se sapessero com’è veramente». Mi capita di pensarlo, talvolta, quando vedo
il mio cliente in tv o su un giornale, coi suoi modi garbati, l’eloquenza di
chi ha studiato e sa come piacere, convincere, sedurre. Come tenersi la sua
audience. È la perfetta incarnazione del Signore Moderato, non troppo, né
poco. Sta sempre nel mezzo, ha classe, è impeccabile nei dibattiti. Forse
per questa sua arte di incarnare l’equilibrio è famoso, molto famoso. Quando
è scoppiato il caso Marrazzo, gli sono tremate le vene. Il suo è un volto
che tutti conoscono, la sua voce impostata è familiare agli italiani e pure
quella è moderata. Lo è anche quando mi telefona, chiedendomi di
raggiungerlo in hotel e dicendomi: «Ho bisogno del tuo c...o, vieni a
scoparmi». Forse è l’unico momento della sua vita in cui non usa metafore,
non gira intorno. E io rido al pensiero.
L’UOMO SPOSATO
Andiamo a letto, faccio come sempre, comincio a toccarlo, succhiarlo, e gli
lascio fare lo stesso. Preliminari. «Girati» mi dice, e attacca lui, a
possedermi. È maschio come pochi. Parlando, scopro che è sposato e ha due
figli, è un manager importante nel suo settore. Gira il mondo, conosce chi
conta. Ma sua moglie sa com’è Dario veramente? Se fossi sposata e amassi il
mio uomo, gli darei importanza, lo guarderei mentre legge il giornale o è
davanti alla tv, fuori controllo insomma, e forse capirei che non è così
semplice la vita. Mi viene in mente quel film di Ferzan Ozpetek, Le fate
ignoranti: la moglie scopre che il marito morto aveva un grande amore gay.
Non si era accorta di nulla, ma come è possibile?
IL VENTENNE «BENE»
Michele è bellissimo, alto, magro, un sorriso da far stramazzare per terra,
occhiali sottili. E ha 21 anni. Si veste bene, è ultraricco, porta uno di
quei cognomi che a Milano tutti conoscono, di una delle famiglie bene.
La prima volta è arrivato in moto, il casco in mano, un giubbotto Ferré
addosso e l’aria ingorda. Mi sono imbarazzata vedendolo sotto casa mia, così
giovane e bello. Mi aveva preceduto di poco. Io stavo guidando la mia
adorata Cayenne, quando era squillato il cellulare: Michele mi aveva vista
sul sito, reclamava un appuntamento, e subito. C’era mia madre di fianco a
me, ormai sapeva come passassi le giornate, e le mie notti. Mi aveva
accettato, mi voleva felice sapendo che non lo sarei mai stata mentendole, o
vivendole lontana per sempre. Abbiamo preferito essere sincere l’una con
l’altra invece che inventarci vite finte come fanno in molti, compresi
alcuni miei clienti. Accettarmi è l’ennesimo regalo che mi ha fatto. Così ci
siamo trovati tutti e tre sotto casa, mia madre è andata a fare compere e
Michele è salito a casa. Ci siamo spogliati, sembrava incantato: «Sei più
bella di molte donne». (...) A letto, Michele è stato una furia, ha voluto
fare lui, a me è toccata la parte della donna. Proprio come una fidanzata.
LA COPPIA
Venivano da fuori Milano, lei 26 anni, commessa, lui 30, ingegnere. A
vederli, ti veniva da invidiarli per quanto erano ben assortiti: sembravano
i fidanzatini di Peynet.
Io che faccio la prostituta, però, non andrei mai da un’altra prostituta col
mio fidanzato. Ho pensato: «Hanno tutto, si amano, sono belli a vedersi, e
hanno pure una fantasia erotica fuori dal comune». Se non fosse così, non
sarebbero qui ora nudi sulla mia trapunta rosa, Paolo e Francesca, così si
sono presentati, come quelli di Dante che finiscono all’Inferno perché si
amavano troppo.
Facciamo tutto, missionario, pecorina, spegnicandela. Sono belli e puliti,
ludici, goderecci. Mi diverto anch’io: chi l’avrebbe mai detto? «Grazie, sei
stata bravissima. Abbiamo provato altre due trans, ma con te è stato più
bello». Bella soddisfazione, mi sono detta chiudendo la porta. Sto
migliorando: non credo infatti di essere una buona partner per le coppie,
sono restia ad accettarle, anche se pagano di più, certe volte il doppio.
Dopo tante cure ormonali, faccio sempre più fatica a fare sesso con le
donne. Sono cambiata, gli ormoni mi hanno cambiata, fino a qualche anno fa
mi era facile essere bisex... Ora mi pesa compiacere le donne, so cosa
vogliono gli uomini, non so immaginare cosa invece desiderino loro. Detta
spiccia, non mi piace più fare l’amore con una donna, lo faccio solo quando
si presenta in coppia.
L’ADDIO AL CELIBATO
«Io domani mi sposo». Che male c’è se uno festeggia l’addio al celibato con
una trans? (...) A Guido l’idea venne, e si presentò dietro un paio di
occhiali da sole di Gucci. Era in Italia per mettersi la fede al dito: «Lo
faccio per accontentare i miei» precisò. Io, come sempre, non chiedevo
niente, così lui si sentì in dovere di riempire il silenzio: «Sono in Italia
per 20 giorni, in licenza matrimoniale. Sai, lavoro da Gucci a Tokyo».
Spiegati gli occhiali da 300 euro. Aveva 30 anni allora, magari adesso sarà
padre di due bambini, chissà.
Trent’anni e un fisico da discobolo con mani da pianista e modi da
aristocratico. Come andare a letto col muratore dei sogni e l’intellettuale
di buona famiglia, insieme, combinazione rarissima da trovare, anche per me
che sono stata con più di 3 mila uomini.
«Non so se amo Giuliana, la mia quasi moglie. Facciamo sesso ogni due o tre
giorni, non è male, non trovi?». «Sta’ tranquillo, va bene così» lo
rassicurai. Non ero la sua prima trans, e scommetto che non sono stata
l’ultima. Perché è difficile tornare indietro. Scopammo senza cerniera, ci
impiegai pochi minuti a farlo godere. «Auguri per domani». «Grazie. Stasera
ho un altro addio al celibato con i miei amici, ma non sarà così bello».
CAPODANNO
A Capodanno comincio a ricevere dopo le 2, perché prima ha poco senso. Prima
si sta in famiglia, con la fidanzata o con gli amici, si brinda, si fa la
persona normale. È dopo che ci si misura con se stessi, quando si inizia
l’anno facendosi trombare da una trans.
Ho battezzato il 1º gennaio di un famoso cardiochirurgo di Milano, che
spesso finisce sui giornali in quanto medico autorevole. Ho brindato al
nuovo anno di un impiegato di Biella che si è regalato un’ora con me a mo’
di portafortuna. Sono stata la prima sodomia di un notaio blasonato, un
habitué del mio letto, ricchissimo ed esigente. Ho fatto lo sconto a un
professore di lettere (almeno così si era accreditato), a corto di soldi
perché lo avevano pelato al cenone di mezzanotte dove era andato con la
fidanzata.
CHIARA, NUDA DAVANTI A
UNA WEBCAM
Il primo passo è una chat pubblica, con l'immagine della ragazza disponibile
a tutti gli utenti. Lei ammicca, sorride, ti invoglia. Basta cliccare per
cominciare lo show. Da questo momento i crediti iniziano a essere trasferiti
a lei. Più passa il tempo più ne accumula. Di solito 10 minuti travasano
circa 30 euro, il sito ne trattiene la metà. Lei si fa chiamare Chiara, ha
25 anni. «La prima volta l'ho fatto per curiosità, non per noia e neppure
per soldi. Mi piaceva l'idea di spogliarmi al riparo della mia cameretta ma
allo stesso tempo esposta agli sguardi di uno sconosciuto. Ho scoperto di
avere una vena esibizionista. Mio padre non sa nulla di tutto ciò, e se mai
lo venisse a sapere ne morirebbe. Appartengo a una famiglia all'antica».
VALERIA, LA PRIMA VOLTA
IN UN PRIVÉ
Valeria ha 30 anni. Insieme al marito pochi mesi fa ha fatto la scoperta di
un club privé per gli scambi di coppia. «Siamo andati a cena fuori. Ho
bevuto una bottiglia di vino. Ero agitata. Tremavo. Una volta dentro lui non
mi ha mai lasciato, sentivo la sua protezione. L'ambiente era molto soft,
abbiamo fatto un giro. Ci siamo infilati nel bagno turco e nella sauna. Poi
siamo entrati in una stanza con un grande specchio, lo e lui. Ma mi eccitava
il pensiero che chiunque potesse vederci mentre noi non potevamo vedere
loro. Poi lui mi ha chiesto se volevo che facesse entrare qualcuno. Ha
aperto la porta. Ma non ho voluto guardare chi fosse. Non l'ho mai visto in
faccia».
File alla porta Sotto, un
club privé:
non sono più frequentati soltanto da coppie di mezza età, ma anche da
giovani di meno di trentanni che ci vanno con gruppi di amici. Costano di
più ma offrono prestazioni altamente qualificate le escort. Da 100 a 200,
300 fino anche a 1.000 euro per una notte, dipende dal servizio richiesto.
Un divertimento costoso. Ma per il sesso noi italiani non badiamo a spese.
Internet ha subito trovato il modo di far fruttare questa nostra particolare
inclinazione. Ci sono siti con oltre 1.000 ragazze disposte a spogliarsi a
tua richiesta davanti a una webcam: giovani, spesso studentesse, figlie
annoiate di buona famiglia.
Il punto è che queste finestre virtuali sono molto frequentate da
giovanissimi. Che spendono la paghetta in masturbazioni davanti al computer.
Dove l'idea di sesso che ricevono è quella atletica e prestazionale dei siti
come Youporn o Amaporn. Poi si infilano nelle discoteche pomeridiane e fanno
a gara a chi si fa più ragazze. I telefonini servono a immortalare la prova.
Le immagini a quel punto passano di cellulare in cellulare.
Che ci piaccia o no, la situazione è questa. Il sesso visto dal buco della
serratura i è un mondo in grande 3 espansione. Da una analisi \ Nielsen
risultano 7,25 milioni di utenti con un'ora e * 27 minuti di visione hard al
giorno.
Nessuna indagine dirà mai quanta gente frequenta i centri massaggi. Per
capire di cosa si parla basta guardarsi in giro per le grandi città: nascono
come i funghi. Cinesi, thailandesi, orientali: l'orientale va forte. Ma
anche molti centri estetici italiani offrono servizi speciali. Non ci vuole
poi tanto a trovarli. Pagine degli annunci dei grandi quotidiani. Basta
telefonare e chiedere: che tipo di massaggi fate?
Nel mondo reale tutti facciamo finta di non sapere che fare sesso è la cosa
più semplice della Terra.
Penelope, sesso in auto con uno sconosciuto, mentre il marito guida
CARSEX CON UOMINI INCONTRATI IN RETE
Si fa chiamare Penelope. È una donna della provincia di Treviso.
Cinquantanni, impiegata in una struttura pubblica, sposata, una figlia
all'università. «Una volta a settimana indosso un vestitino nero molto sexy.
Sotto non metto nulla. Mio marito tira fuori la macchina dal garage, lo sto
dietro. Mi eccita il pensiero del nuovo incontro che sto per fare. Un uomo
conosciuto su internet. Un uomo che vuole provare l'ebbrezza del car sex.
Lui sale dietro con me. Lo faccio accomodare. Lo spoglio. Ci faccio sesso
mentre mio marito guida e ci guarda dallo specchietto». Finito il giro e
lasciato lo sconosciuto, Penelope e il suo uomo si fermano in aperta
campagna e fanno l'amore in macchina. Come quando erano fidanzati. «Con
questo gioco ho imparato tante cose. Gli uomini sono molto diversi da come
cercano di apparire. Spesso hanno solo un disperato bisogno di affetto».