La prostituzione è inumana

La prostituzione è una delle condizioni umane e sociali non accettabili. Averla sotto gli occhi mette a disagio. E’ portatrice di degrado alla comunità e dolore alle persone spesso minorenni che subiscono violenze fisiche e morali . E’ una delle questioni da risolvere. Il governo inizia con il giro di vite pesante. La Cafagna e Maroni a brutto muso dicono tolleranza zero -concetto muscolare della destra- verso tutti i soggetti coinvolti. E’ una indecenza che deve finire. Dieci anni e più di prigione agli sfruttatori, multe di 500 euro e arresti per le ragazze nelle strade, multe a domicilio per i clienti. Applausi. Intendiamoci, eliminare la prostituzione è un desiderio e un auspicio condiviso e non è questione di moralismo è una di quelle cose dove non c’è piacere, non c’è gioia per nessun protagonista, purtroppo.

Ma vediamo che cosa può succedere a seguito delle misure di Mara Cafagna: i papponi braccati e ad alto rischio carcere per decine di anni alzeranno la soglia della clandestinità della prostituzione e del loro business. Troveranno per le loro protette e baby prostitute nuove forme di contatto con i clienti che non siano i plateali adescamenti stradali in tanga, Affari ne parla proprio oggi. La prostituzione si eserciterà negli appartamenti presi in affitto da prestanome bisognosi o nel lusso acquistando case o alberghi, dipende dalle strategie di marketing mafioso e dalle spartizioni criminali del mercato.. In altri termini la criminalità come la canna di bambù si piegherà con il vento ma non si spezzerà, anzi troverà nuove strade e percorsi carsici per accrescere al sua violenza e la sua ricchezza. La tesi di colpire il cliente multandolo ed esponendolo al ludibrio verso la moglie e i figli con multa recapitata a domicilio è suggestiva, se si pensa alle esilaranti, per non dire drammatiche, conseguenze familiari. Bisogna vuotare la vasca in cui nuotano i pesci. Certo, che se per prendere i papponi bisogna colpire i clienti delle prostitute si può anche ipotizzare che per evitare gli scippi si possano ammazzare tutte le vecchiette.

Le perplessità sulla applaudita manovra dunque sono : non vedere le prostitute per strada ma saperle segregate e picchiate nelle case elimina la schiavitù? Sapere che i mafiosi nostrani e le bande di stranieri accentuano la loro violenza e ricchezza di fronte ad un più elevato rischio, risolve la condizione umana e sociale inaccettabile del degrado sociale e la sicurezza? Non vedere le prostitute nelle strade e nei raccordi autostradali ma incontrarle nell’ascensore del condominio con cliente a seguito che effetto può fare a chi oggi appalude Mara Cafagna e Maroni? Si può contrariamente pensare che questa modalità di repressione diffusa, questo ambiguo e ingenuo parallelismo nel tentativo sociologico di cogliere il fenomeno nel suo complesso insinuando che nel reato ci sono un po’ tutti, è una concessione alla platea come quella di colpire i clienti e dare le multe alle ragazze prostitute che si può intuire dove andranno a prendere i soldi.

La repressione diffusa non farà altro che differire nel tempo guai maggiori e con un costo sociale per tutti più elevato perché non aggredisce il vero e primo problema della filiera prostituzione: l’eliminazione degli sfruttatori. E’ banale dirlo ma il pesce puzza sempre dalla testa. I comportamenti sociali della prostituta e del cliente sono marginali e superabili con modalità diverse dalla repressione. Allora è auspicabile una repressione mirata e colpire duramente e prima di tutto lo sfruttamento, l’illecito arricchimento della delinquenza, ad esempio impegnando le numerose forze dell’ordine Carabinieri, Polizia Nazionale, Polizie Locali, Guardia di Finanza e, se La Russa ci tiene a non farsi tagliare fuori, anche l’Esercito nell’individuare prima con l’intelligence i gruppi criminali che gestiscono la prostituzione e poi prenderli assicurandoli alle patrie galere. E’ giusto poi dare l’opportunità concreta di istruzione o di un lavoro alle ragazze che sono state gettate nelle strade e solo se non vogliono e accettano un normale e dignitoso impiego garbatamente ricondurle nei loro paesi. Infine una considerazione suggestiva sui clienti di segno diverso da quella di Mara Cafagna ma più in linea con il suo ministero. L’idea potrebbe essere quella di favorire i Club Privè in modo che quanti desiderano e vogliono fare sesso sempre con donne diverse, aspirazione non deprecabile, offrano una autentica Pari Opportunità di piacere anche alle loro fidanzate e mogli.

Fausto Lupetti