APRIRE UN CLUB PRIVE':

In questo reportage dedicato alla creazione di impresa parleremo di un argomento che affascina molti aspiranti imprenditori. Da sempre circondato da un’aura di mistero e trasgressione, l’attività che stiamo per presentarvi, si presta facilmente ad equivoci e false attribuzioni di servizi che noi tenteremo di smontare durante la nostra trattazione a puntate. L’attività di impresa di cui parleremo è quella del club privè, cioè il circolo privato. Per circolo privato, si intende un luogo dotato di servizi ludico-ricreativi finalizzati all’intrattenimento, all’incontro ed alla socializzazione dei soggetti che ne fruiscono.

COME FUNZIONA

Ma i fruitori del circolo privato, non sono clienti comuni, perchè questo tipo di attività non è aperta al pubblico, cioè non vi può accedere chiunque, ma solo chi ha sottoscritto la tessera di socio. Un club privè, infatti, più che come attività di impresa, si configura come una sorta di associazione senza fini di lucro, dove l’obiettivo principale è offrire delle attività socializzanti a favore dei soci. Nella pratica, però, per la varietà dei servizi offerti, per le dimensioni dei locali che consentono l’ingresso ad un numero illimitato di soci, un circolo privato diventa una vera e propria attività di impresa che, con le giuste capacità personali ed imprenditoriali, può permettere di ricavare un reddito. All’interno del circolo possono esserci un bar, un ristorante, un night per intrattenimento e spettacolo, una discoteca, solo che invece di pagare il biglietto o il costo del servizio, il cliente paga la quota mensile o annua della tessera. L’utile, o reddito, sarà dato dai ricavi di questi abbonamenti, ma anche dagli eventuali servizi aggiuntivi che possono prevedere un ulteriore pagamento. L’utile andrà a beneficio dei soci fondatori del club privato, cioè i titolari dell’attività vera e propria. Un circolo siffatto non può essere aperto ovunque e non tutti i servizi sono adatti ad un club privè.

LA COLLOCAZIONE

Intanto per la sua specifica natura associativa, i locali dell’attività non possono essere situati in zone con accesso diretto su una strada, né esporre insegne che indichino al suo interno la presenza di bar o ristoranti. Le dimensioni degli stessi, devono essere notevoli per ospitare diversi servizi e diverse tipologie di intrattenimento. Meglio trovare locali in condizioni discrete per abbattere i costi delle eventuali spese di ristrutturazione. L’abbinamento di un servizio piuttosto che di un altro può fare la differenza tra la riuscita o meno dell’attività. Molti confondono il club privè con locali dediti alla prostituzione o agli scambi di coppia. I locali per scambisti esistono, ma non si riferiscono necessariamente al circolo privato oggetto della nostra trattazione, anzi, dotare il circolo di un angolo “nascosto”, da dedicare a pratiche trasgressive, può anche causare il fallimento dell’attività, specie se viene avviato in piccoli centri, dove tutti si conoscono e dove tutti eviterebbero la frequentazione di simili locali. Lo diciamo perché sono situazioni realmente accadute che hanno costretto i trasgressivi imprenditori a chiudere baracca e burattini. Un club privè vuol dire molto, ma molto di più. Anzitutto significa studiare il bacino di utenza, il numero di potenziali soci, le loro abitudini, i servizi che potrebbero trovare maggiori riscontri. In un centro di piccole e medie dimensioni, farà più colpo il circolo privato con annesso bar e ristorante, sala lettura e collegamento a internet, oppure sala da ballo o il circolo che organizza gite ed escursioni per gli iscritti. In un centro più grande, si possono abbinare il night, l’intrattenimento con spazio lap dance, la discoteca, da coniugare con bar e ristorazione. Ma il discorso del night, dell’intrattenimento tramite figure ( femminili e non) che danzano allietando lo sguardo dei soci è un servizio che richiede spazi notevoli ed una localizzazione medio – grande o addirittura metropolitana.

IL MERCATO

Intanto, come ormai è nostra abitudine, cerchiamo di analizzare la situazione del mercato e della concorrenza per passare , in seguito, agli altri aspetti di avvio dell’impresa, come la parte burocratica e fiscale e su quest’ultimo profilo vi anticipiamo che le norme prevedono delle interessanti agevolazioni fiscali che fanno del club privè un settore di impresa molto gettonato dagli aspiranti titolari d’azienda. Vediamo, in numeri, quanto questa attività sia davvero gettonata. Sul web, la voce “club privè” restituisce più di 800 mila risultati, mentre la corrispondente voce “ circolo privato” 334 mila che, sommati ai precedenti, danno più di un milione di risultati. Per quanto riguarda la distribuzione regionale, la Lombardia conta circa 174 mila risultati; 172 mila il Piemonte; quasi 200 mila il Veneto; 156 mila la Liguria; 157 mila l’Emilia Romagna; 158 mila il Friuli; 156 mila il Trentino; 144 mila la Valle D’Aosta; 153 mila l’Umbria; 558 mila le Marche; 171 mila il Lazio; 139 mila il Molise; 152 mila l’Abruzzo; 143 mila la Basilicata; 157 mila la Campania; 156 mila la Puglia; 158 mila la Calabria; 167 mila la Sicilia; 155 mila la Sardegna.

LE ATTIVITA’

Spesso il club privè, viene identificato anche con l’espressione night club o locale notturno, ma con un po’ di buona volontà e creatività si può realizzare un’attività che può anche essere diurna o legata a diverse iniziative lungo tutto il corso della giornata. Spazio, dunque, al cabaret, alla proiezione di pellicole cinematografiche, alla gastronomia, insomma a tutto quello che può costituire un’attività di ritrovo e socializzazione per i soci. Non esiste una formazione particolare per diventare titolari di un club privè, ma bisogna semplicemente conoscere le disposizioni burocratiche che portano all’avvio di questo tipo di attività. Intanto, come abbiamo accennato nella prima parte del reportage, il circolo privato non è considerato attività di impresa , ma associazione e come tale non deve avere fini di lucro. Se al club e questo lo diciamo per ampliare e meglio specificare quanto detto nel primo articolo di presentazione dell’argomento, si decide di abbinare attività di somministrazione di alimenti e bevande, sussiste l’obbligo di apertura della partita iva, iscrizione alla Camera di Commercio ed autorizzazione sanitaria. Sussiste l’obbligo di richiedere la licenza se si ospitano all’interno dei locali impianti per giochi come videopoker. A tal proposito vi rimandiamo alla procedura descritta parlando dell’avvio di un’agenzia di scommesse sportive. I clienti del circolo saranno i soci, che possono accedere al suo interno dopo aver sottoscritto una tessera ed averla esibita prima dell’ingresso. Se non si rispetta questa procedura, si incorre in pesanti sanzioni, rischiando la chiusura del locale. Un circolo privato non è sottoposto a vincoli di orari, ma è , invece, sottoposto a frequenti e periodici controlli per evitare che al suo interno si pratichino attività illecite o si svolga esercizio di impresa senza le opportune autorizzazioni. Se si vuole evitare di ricorrere alla richiesta di licenze per esercitare all’interno del circolo attività e servizi di impresa, ci si può affiliare ad altri circoli più grandi pagando una quota per il tesseramento annuo di circa 1000 euro.

COME E’ ORGANIZZATO

La forma giuridica del club privè, lo avrete già capito, è quella dell’associazione che viene costituita sempre davanti al notaio, tramite atto costitutivo o statuto in cui sono indicati i principi di autoregolamentazione dell’attività. Gli organi dell’associazione sono il Presidente; ovvero il legale rappresentante dell’associazione, il Consiglio che lo elegge e l’Assemblea, rappresentata da tutti i soci del circolo. Un ‘associazione di circolo privato ha l’obbligo, da circa 12 anni, di redigere un rendiconto economico in cui vengono indicare le entrate e le uscite. Le caratteristiche per creare un club privato di successo sono una buona posizione ed una buona disposizione degli arredi e degli spazi interni che debbono agevolare i momenti di relax e di socializzazione tra i soci. Un’altra strategia per aumentare la buona riuscita del club è quella di organizzare serate a tema ospitando persone ( sempre soci) accomunate dagli stessi interessi e dunque serate da ballo, serate per favorire gli incontri tra single e via dicendo. L’investimento per aprire un club privè sta tutto negli immobili ( meglio se già ristrutturati ed in buone condizioni) e negli arredi. Lo spazio dovrebbe essere medio-grande, ma per avere un’idea più chiara è consigliabile consultare i regolamenti comunali e sanitari che prevedono le superfici minime da disporre per gli spazi da adibire a sala giochi o a bar e ristorante. Basta rivolgersi all’ausl o al comune dove si intende aprire l’attività. In sintesi possiamo dire che la superficie minima dovrebbe essere di almeno 200 metri quadri. L’affitto dei locali ha un costo variabile in base alla zona in cui sarà ubicato il circolo: si possono pagare dai 1000 ai 3 mila euro al mese o anche 3500, dipende dalle condizioni e dallo stato dell’immobile. Anche per l’arredo l’investimento è piuttosto consistente, tra tavoli, arredo bar, posti a sedere, divani, (i posti devono almeno prevedere l’accoglienza di 100 soci), si va da 50 mila euro a salire. La spesa dell’arredo non va sottovalutata perché deve essere ispirata al buon gusto ed alla raffinatezza tipiche dello spirito di un circolo privato.

L’ARREDAMENTO

Nell’ultima, avevamo concluso parlando dell’investimento necessario ad avviare un circolo privato. Una parte molto importante della spesa, va dedicata all’arredamento, che deve essere legato ad un particolare stile e ad una certa raffinatezza. Per sua natura, trattandosi di un’attività che mira a favorire gli incontri e la socializzazione, l’ideale sarebbe studiare un design particolare dell’arredo, magari a tema. Ogni angolo o spazio della sala, potrà essere allestito secondo una tematica o uno scenario particolare. Tutto questo, però, ha un costo, e non tutte le aziende di vendita di arredamento offrono mobili, complementi ed accessori a tema. Per attirare più soci si può pensare, ad esempio, a creare sale dedicate al romanticismo con divani e poltrone di colore rosa, o alla passione, con complementi d’arredo di colore rosso fuoco o ancora si possono imitare gli stili di famose sale di ristorazione e pub, ispirate al tema della Divina Commedia con la suddivisione di sale in Paradiso, Inferno e Purgatorio. Tutto, questo, dicevamo, poco fa, ha un costo e non è facile reperire una simile mobilia in qualsiasi azienda commerciale. Nel caso del club privato, così come per i pub ed i night club, gli arredi a tema vanno progettati e realizzati a richiesta e su misura. Sul web abbiamo trovato alcune aziende specializzate in grado di farlo. Una di queste è raggiungibile a questo link: www.cerettiarredamenti.com. L’accesso al sito è riservato ad utenti registrati, si progetta e si realizza arredo per diversi settori di impresa ( anche club e night). Ecco un’altra azienda specializzata nella progettazione di arredi per settore www.tecnamprogetti.it. Ed ancora un’altra, raggiungibile a link www.pirelliarredamenti.it.

Si tratta di aziende prestigiose, che vantano realizzazioni in Italia ed all’estero. Per conoscere l’ammontare del costo di un arredo a tema è consigliabile consultarle direttamente, tramite e-mail o telefono.

ALCUNI COSTI

C’è chi, per risparmiare sui costi, si affida all’acquisto di mobili e complementi d’arredo aziendale, a prezzi outlet. Esistono, infatti, gli outlet dei mobili. Ecco un sito che potrebbe fare al caso vostro nel caso decidiate di corredare il club privato con un’attività di impresa legata alla ristorazione: www.idfoutlet.com/outlet-mobili-ristorante.htm. Il risparmio sta nel fatto che in questi particolari tipi di negozi si trovano arredi provenienti direttamente dai magazzini dei produttori. Comunque, per la progettazione di arredi personalizzati, la tappa obbligata è quella della consultazione di imprese di progettazione specializzate. Il design e lo stile con cui viene allestito un club privato, sono in grado di determinarne il successo o l’insuccesso. Meglio puntare sulla raffinatezza di alta qualità, per andare sul sicuro. Intanto, per avere una prima panoramica del costo di alcuni complementi d’arredo indispensabili all’allestimento di un club privato, diciamo che una poltrona do ottima fattura e particolarmente elegante, può costare da 500 a 1000 euro.

ALTRE INFORMAZIONI

Ci sono anche quelle di discreta qualità che costano 200 euro. Un divanetto di ottima qualità, si aggira dai 500 ai 1300 euro. Per visionare altri prezzi potete dare uno sguardo a questo link: www.sedieitaliane.eu, da dove abbiamo tratto le informazioni che avete appena letto. Per i tavolini da abbinare a poltrone e divanetti, si va dalle 150 alle 300 euro. Per quelli più raffinati potrebbero volerci anche 800 euro. Insomma il costo da sostenere è notevole. La soluzione ideale sarebbe quella di rilevare un club privè già esistente ( compreso di locali ed arredo) e magari di spendere solo per ammodernarlo con qualche particolare non eccessivamente costoso. Molte di queste occasioni si trovano nei siti di annunci. Alcuni sono classificati come cessione di night club, ma sappiamo che l’intrattenimento, diurno o notturno, può sempre fare parte dei servizi offerti dal club privè. Le attività cedute hanno dimensioni da 160 a 500 metri quadri. Di solito sono discoteche e ristoranti con annesse sale privè, da poter trasformare, dopo l’acquisto, in un club privato. La procedura ideale sarebbe costituire l’associazione con un numero determinato di soci fondatori ( anche 10) e comprare l’attività ripartendo la spesa ( minimo 200 mila euro) tra loro.

LA SEDE

Il segreto del successo di un circolo privato sta pertanto nel saper creare servizi innovativi e nel saper scegliere il luogo giusto. Lo scopo principale dell’attività deve essere quello di favorire l’incontro e la socializzazione tra i soci, dunque una location turistica, attrezzata di piscina, potrebbe fare la differenza. Da escludere i piccoli centri urbani, meglio quelli medio-grandi e le zone a forte attrattiva e presenza turistica. Un circolo privato in una zona di mare a cui abbinare servizi di ristorazione e discoteca, oppure piscina, sarebbe l’ideale. Certo, più la zona è gettonata e più i costi salgono, ma per abbatterli vi rimandiamo a quanto detto nella terza parte del nostro reportage. Il circolo privato gode anche di vantaggi fiscali, poiché rientra nello status giuridico dell’Associazione.

COSTITUIRE UN’ASSOCIAZIONE

Costituire un’associazione, non costa molto, a parte l’atto costitutivo redatto dal notaio, diciamo che per il resto lo si può fare a costo zero. Nella sua specifica natura, il circolo privato si può definire come un’associazione di promozione sociale e le norme relative ai benefici fiscali, sono proprio quelle afferenti a questa particolare tipologia di società. Le Associazioni di Promozione Sociale, (Aps) in realtà sono associazioni di volontariato e sono soggette agli stessi benefici fiscali delle Onlus. Il circolo privato non è proprio un centro di volontariato, ma un luogo che persegue un obiettivo comune tra i soci. Rientrano nella categoria delle Aps anche i movimenti e le federazioni, ad esempio sindacati e partiti. Questo tipo di associazione può prevedere una remunerazione per i propri soci, pur non avendo fini commerciali e può non porre limiti al numero di associati. Dunque un circolo privato che voglia ampliare il suo “giro” di utenti, deve e può far tesserare un numero illimitato di soci. Rientrando in queste caratteristiche, può beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall’articolo 20 della legge 383/2000. La legge prevede che un Aps possa ricevere donazioni libere e lasciti testamentari non sottoposti a tassazione. Le Aps possono beneficiare di prestiti agevolati, ma per ottenere tutti questi benefici devono essere iscritti in appositi registri che ne attestano la natura associazionistica.

LE NORMATIVE

Un’altra norma che istituisce le agevolazioni fiscali è la 398/91 che regola la disciplina tributaria per gli enti no-profit e le associazioni sportive dilettantistiche, norme valide anche per i circoli privati. Le somme e le quote associative versate dai soci non sono tassabili. Mentre restano tassabili le quote supplementari che i soci versano per prestazioni di beni e di servizi. Ma anche in questo caso, se il pagamento delle quote supplementari a fronte di cessione di beni e servizi avviene per motivi espressamente indicati dalla legge, si può beneficiare di esenzioni fiscali. L’esenzione dalle imposte per i pagamenti supplettivi degli associati scatta, se questi rientrano nell’attuazione degli scopi istituzionali, dunque pagamenti per serate a tema per favorire la socializzazione e l’incontro (previste nello statuto), corsi, eventi sportivi, organizzazioni di viaggi. Restano tassabili e considerate attività commerciali le seguenti prestazioni: Cessione di beni nuovi prodotti per la vendita, erogazione acqua, gas, energia elettrica, vapore; gestione fiere ed esposizioni; Servizi portuali ed aeroportuali; Pubblicità commerciale; Telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari. L’esenzione e la definizione di attività non commerciale, riguarda però solo l’imposta sui redditi. Ai fini Iva, tutte le prestazioni effettuate si intendono attività commerciali. Speriamo che con questa trattazione sugli aspetti fiscali e normativi, sia più chiaro come creare un circolo privato.